Pane Nero di Castelvetrano

Come ho già brevemente accennato in un mio post precedente inerente le farine dei cosiddetti “grani antichi”, uno dei pani che apprezzo maggiormente è quello ottenuto impastando tumminia, russello e biancolilla. Tre varietà di grano duro originario siciliano.
Probabilmente avrete sentito parlare del famoso “Pane nero di Castelvetrano”. Uno dei presidi slow food siciliani.

Alla base della ricetta tradizionale di questo pane c’è per l’appunto il famoso grano duro Tumminia o Timilia, coltivato in Sicilia e macinato a pietra. Da tempo, mi sono messo in testa di riuscire ad impastare questo pane almeno una volta al mese. Inoltre ho scoperto che è possibile reperire due diverse miscele di farine per “pane nero di Castelvetrano”. Una denominata “Pane nero”, disponibile nella versione normale e biologica, l’altra chiamata “Antica ricetta bio”. Queste due miscele di farine di grano duro siciliano sono composte dai tre tipi di grano duro sopraccitati. Con il passare del tempo, dopo aver sfornato un certo numero di pagnotte di questo tipo, ho provato ad ottenere risultati migliori acquistando le tre farine separatamente e variandone la percentuale nella miscela.
Tutto sommato i risultati che ho ottenuto sono pressoché uguali. Anzi, imputo ad alcuni miei errori o a variazioni del procedimento di panificazione non volute (sbalzi di temperatura ambiente, ritardo nelle lavorazioni), eventuali differenze sostanziali che si sono verificate.
Comunque penso che la miscela già pronta sia più pratica da utilizzare rispetto alle tre farine separate.

Ora dopo diverse prove positive e alcune richieste da parte dei miei followers, ho deciso di condividere la ricetta e il procedimento.
Chiaramente, questa non è la ricetta tradizionale/ufficiale, bensì la mia ricetta.

Ovvero ciò che io ho sviluppato basandomi esclusivamente sulla mia esperienza personale.

Dei 2 o 3 diversi procedimenti che ho sviluppato, allegherò quello che mi è sembrato più efficacie, ovvero quello che prevede la preparazione di un prefermento con lievito madre solido.

Come di consueto vi consiglio di scaricare la ricetta cliccando qui e spero possa esservi utile.

Inoltre resto in attesa delle vostre osservazioni o suggerimenti che potrete inviarmi al mio indirizzo e-mail indicato nella pagina CONTATTI di questo sito oppure lasciando un commento a questo post.

 

MAFALDE.

Le Mafalde sono dei pani tipici siciliani fatti con farina di grano duro.
Alcuni anni fa, quando le feci durante un corso di panificazione ottennero un discreto successo.
Io, per qualche ragione che non saprei spiegare, le ritengo le “brezel” italiane, da proporre in caso di spuntini, pranzi e cene veloci, oppure da consumare con una buona birra artigianale o un buon bicchiere di vino.
Ad ogni modo se volete provare a farle, qui trovate la mia ricetta.

 
INGREDIENTI:
Farina (50% Tumminia + 50% Madonita) (*) 1,000 kg
Acqua 0,740 kg
Lievito madre solido(idr. 50%) 0,330 kg
Olio e.v.o. 0,070 kg
Malto 0,015 kg
Sale 0,020 kg
(*) La farina Tumminia è grano duro, antico, siciliano. La Madonita è grano tenero sempre antico e siciliano.Entrambe le farine che io utilizzo sono macinate a pietra,  integrali e biologiche.
ISTRUZIONI: 
Rinfrescare il lievito madre come solitamente fate. Quando sarà pronto scioglietelo in acqua e malto. (non utilizzate tutta l’acqua ma lasciatene il 10% circa che aggiungerete con il sale)
Una volta che il lievito madre sarà ben sciolto in acqua e malto aggiungete poco alla volta la farina continuando a mescolare, quindi l’olio e.v.o. ed in fine il sale e la restante acqua. Continuate ad impastare per circa 5/8 minuti fino a che l’impasto non sarà ben incordato liscio ed abbastanza elastico.
Quindi fate riposare in una ciotola abbastanza profonda, precedentemente unta con olio, per almeno 45 minuti.
Successivamente dividete l’impasto in porzioni del peso che preferite (io faccio porzioni da 100/125 g), formate delle palline e lasciate riposare per altri 30 minuti.
A questo punto potrete formare con ogni pallina un cilindro lungo dai 30 ai 40 cm con circa 1,5 cm di diametro che piegherete secondo lo schema seguente:
Passate la parte superiore delle Mafalde nei semi di sesamo e fate lievitare fino al raddoppio del loro volume. (i tempi di lievitazione varieranno in funzione delle temperatura ambiente)
Infornate in forno preriscaldato a + 230 °C con vapore e fate cuocere per 15 minuti, fate uscire il vapore (o togliete il contenitore per l’acqua che lo genera) e continuate la cottura per altri 10/15 minuti a + 200 °C, se necessario ultimare la cottura con sportello socchiuso per un tempo che può variare dai 5 ai 10 minuti abbassando ulteriormente la temperatura del forno a + 175 °C, per asciugare bene le Mafalde.
 Se avete domande, commenti o suggerimenti