Il Pane di Ötzi

Dopo aver provato differenti tipi di farine, ho deciso, avendone sentito parlare da diverse persone, di provare a fare del pane con la farina di monococco (Triticum Monococcum L.).
Da un po’ di tempo stavo cercando informazioni sul monococco, ma le informazioni trovate presso i negozi in cui avevo visto la farina non riuscivano a soddisfarmi completamente.
Così, navigando in rete ho iniziato a raccogliere informazioni su questo cereale. Le prime indicazioni le ho trovate sul sito web di un produttore di monococco: si trattava di un’accenno a ciò che era stato trovato nell’intestino della mummia di Similaun (Ötzi). La mummia ritrovata sulle Alpi nei pressi del confine tra Italia ed Austria. Il fatto che l’età della mummia è stata stimata in oltre 5000 anni, mi confermò che la teoria dell’antica origine del monococco era vera.
Questa scoperta viene menzionata anche in un articolo pubblicato su National Geographic Society. (in inglese)
Dove la frase: “he had eaten red meat and some sort of wheat“, fa proprio riferimento al ritrovamento di monoccocco nel suo intestino.
Altri riferimenti simili li ho trovati in un’altro articolo di National Geographic Society in Italiano, e sul libro Applied Palaeontology Di Robert Wynn Jones .
Dove i dettagli del cibo ritrovato nell’intestino di Ötzi, sono più specifici. Oltre al monococco vengono dati anche dettagli sul tipo di carne mangiata prima di morire da questo antico abitante delle Alpi. Ötzi aveva mangiato carne di stambecco e di cervo rosso. Questi dettagli mi hanno coinvolto emotivamente nella preparazione di questo pane. In parte per la mia passione per la panificazione, e anche per quella che ho per la montagna.

Ho cercato di immaginare, lavorando con la fantasia, a come poteva essere il pane fatto con il monococco, più di 5000 anni fa. Ho pensato che doveva essere un pane con una forma semplice e con ingredienti essenziali. Alla fine ho trovato un giusto compromesso tra gusto e storia. Quindi mi sono messo all’opera. Per la preparazione dell’impasto ho deciso di procedere manualmente. L’unica apparecchiatura moderna che ho usato è il forno. Dato che 5000 anni fa non esistevano di certo impastatrici.

Sfortunatamente, la farina di monococco che ho utilizzato, come avevo sentito dire, non è facile da impastare a mano. Infatti, sapevo che alcune varietà di monococco sono particolarmente appiccicoso durante l’impasto. Così ho scoperto che quella che avevo comprato era una di quelle appiccicose. Ma dei vari tipi di monococco e delle sue caratteristiche preferire parlarne la prossima volta.
Per il momento lasciatemi dire che è stata una vera soddisfazione portare a termine il mio lavoro. Alla fine ho ottenuto un pane molto gustoso con un aroma ricco.
Inoltre, durante le varie fasi di preparazione (come abitualmente faccio), anche questa volta mi sono lasciato ispirare dalla musica. Scegliendo un CD di un concerto a cui ho assistito il mese scorso. Dove, mentre ascoltavo quella musica per la prima volta, ho iniziato a pensare al modo in cui realizzare il pane di Ötzi.
Per questo motivo, ho deciso di ascoltare nuovamente quella musica mentre impastavo.
Il Pane di Ötzi 
ecco il risultato del mio lavoro
 (attendo i vostri commenti, suggerimenti o domande)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *